Gianluca Renzi

L'Open Source come filosofia di lavoro

Imola, 19 gennaio 2021


Ciao Gianluca!

Sei da sempre il nostro Linux Man: attraverso le tue competenze abbiamo imparato l’importanza dell’Open Source come strumento di lavoro e corrente di pensiero.

La condivisione dei saperi e delle procedure è tanto alla base di questo concetto quanto del tuo contributo come persona all’interno del nostro Team.


Come è iniziato il tuo percorso in Eurek? Come sei entrato a contatto con la nostra realtà?

G: Dopo un’esperienza come consulente Linux sui database relazionali in giro per l’Europa, mi stavo guardando attorno per vedere se ci fosse vicino a casa un’Azienda con la quale condividere le mie esperienze nel campo di Linux in primis, del software e dell’hardware, ed ho visto che esisteva una realtà che integrava tutti e tre i requisiti! Ho inviato il mio Curriculum Vitae all’Eurek ed eccomi qua. Il resto e’ storia…

In che modo le tue conoscenze Linux sono utilizzabili all’interno dell’Azienda?

 

G: Già dall’inizio si cercava di utilizzare software libero (GNU/GPL) per non gravare ulteriormente sull’Azienda di costi di licenze, di software proprietario ecc., soprattutto per sviluppare il software ed il firmware per le nostre schede. Il passaggio a Linux è stato la naturale evoluzione del gruppo di R&D. Chiaramente all’inizio per chi non masticava di Linux, la curva di apprendimento per i miei colleghi è stata decisamente ripida, ma una volta entrati nel meccanismo tutto è estremamente semplice, visto che segue la fIlosofia K.I.S.S. (Keep It Simple, Stupid): per fare cose complesse, occorre mettere insieme tante cose più semplici, ove ognuna svolge il suo compito in maniera efficiente e sicura.

Perché per Eurek è fondamentale l’Open Source per i sistemi Embedded?

 

G: Come dicevo prima, innanzitutto per non gravare ulteriormente sui costi di licenze software aggiuntive. Inoltre grazie al movimento Open Source e Linux è estremamente facile, trovare persone che hanno già affrontato e risolto brillantemente diverse problematiche. Quindi è molto facile trovare soluzioni già funzionali che non richiedano una riscrittura da zero di tutto.
L’importante è che vengano rilasciate in maniera gratuita e liberamente consultabili e utilizzabili da tutti. Questa è la filosofia Open Source: dare la possibilità a tutti di poter accedere gratuitamente alle informazioni necessarie. E, naturalmente, rilasciare le proprie informazioni di dominio pubblico attraverso il web. I tempi di sviluppo del software si sono notevolmente accorciati, perché utilizzando strumenti già conosciuti e che possono essere provati prima su un PC con Linux e poi sui nostri sistemi embedded Linux, si riducono a considerare solamente le effettive differenze dei due ambienti. Per ogni problema, c’è una comunità Open Source pronta ad aiutare.

Dal 2002 sei un pilastro dell’Azienda. Parlaci del tuo Team e dell’importanza che ha la condivisione delle conoscenze in ambito Hardware e Software.

 

G: Innanzitutto la condivisione delle informazioni tra tutti, porta il gruppo a non essere dipendente da una persona, perché il gruppo è in grado di poter apprendere le conoscenze necessarie semplicemente studiando o affrontando problemi già risolti da altri, cercando in Internet. Questo porta ad un appiattimento delle specifiche conoscenze per cui, qui in ufficio, siamo quasi del tutto interscambiabili. Comunque la maggiore conoscenza del proprio campo rimane un must ed un valore aggiunto notevole, ma utilizzando strumenti Open Source, è abbastanza agevole passare da un progetto ad un altro, cambiando anche il campo di applicazione. Per esempio è facile che il progettista hardware prima di prendere in esame un tipo di connessione oppure un prodotto, ne verifichi la funzionalità con gli strumenti Open Source, per cui il progettista del firmware si troverà a scrivere dei device driver anche in assenza della scheda, riducendo l’accensione alla sola verifica di funzionamento di tale driver. Allo stesso modo il progettista UI & HMI: sapendo che sulla scheda sarà montato quel microprocessore oppure un altro, può cominciare a sviluppare il software applicativo anche senza la scheda hardware sottomano. Si potrebbe limitare a testarlo sull’hardware solo in fase finale, riducendo così i tempi di sviluppo del software. Tutto questo a vantaggio dei costi vivi dell’Azienda.

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