Progettazione elettronica industriale: perché scegliere Eurek?

Progettazione elettronica industriale: perché scegliere Eurek?

Avere tra le mani la scheda elettronica ultimata e pronta per essere inserita nel prodotto è una soddisfazione immensa. Tuttavia, è impossibile ottenere un prodotto funzionale e di qualità, senza prima aver curato la fase di progettazione elettronica industriale. L’intero processo, infatti, prende il via con un progetto su carta, volto a delineare le caratteristiche e le funzioni a cui il prodotto dovrà rispondere per soddisfare chi lo utilizzerà.

Stai cercando un partner affidabile, che concretizzi la tua idea per mezzo di un progetto di elettronica? Eurek può collaborare con te. Ecco tutto ciò che puoi trovare nella nostra azienda.  

Un focus sulla tua azienda


Da Eurek, il punto di partenza di ogni progetto è sempre la consulenza. Grazie a questo step imprescindibile, il nostro team riesce a entrare appieno nella tua impresa, focalizzandosi sulla routine aziendale, sui punti di forza, sulle caratteristiche dei prodotti e servizi offerti. Avere una panoramica completa di ciò che fai ogni giorno ci permette di comprendere di conseguenza quali aspetti consideri prioritari nei tuoi prodotti e quali processori e sistemi elettronici sono congeniali a raggiungerli. È solo a partire da queste informazioni che è possibile realizzare un progetto elettronico solido: un’ampia visione d’insieme ci permette di individuare fin da subito le problematiche che potranno sorgere nel corso dell’assemblaggio della scheda elettronica, risolvendole tempestivamente per accelerare i tempi e ottenere un progetto di qualità.


Trent’anni di esperienza


Eurek nasce più di trent’anni fa e, da quel lontano 1990, ha saputo conquistarsi una buona quota del mercato dell’elettronica in Italia. Ciò è stato possibile grazie al connubio perfetto tra il know-how e la voglia e la capacità di cambiare repentinamente che caratterizza il team: sono tantissimi i progressi tecnologici che hanno interessato questo settore alla fine del secolo scorso e, soprattutto, all’inizio degli anni 2000. Basti pensare all’arrivo del touchscreen: fino a una decina di anni fa, nessuno avrebbe immaginato cellulari privi di una tastiera fisica; oggi, la gran parte degli smartphone in commercio prevede un’usabilità touch. La lunga esperienza maturata dal nostro team nel campo dell’elettronica permette quindi di prevedere le tendenze per creare progetti che si adattino alle esigenze attuali e future del mercato.

La massima flessibilità

 

L’esperienza deriva anche dalla collaborazione con aziende di vario tipo. Nel corso degli anni, il team di Eurek ha realizzato progetti su misura per schede elettroniche, interfacce grafiche e circuiti che hanno trovato impiego in diversi settori di applicazione. Tra questi, possiamo trovare:

  • Sistemi di sanificazione;
  • Medico e sanitario;
  • Gruppo di continuità;
  • Elettrodomestici industriali.

Grazie a una flessibilità elevata, il nostro team si specializza nella singola situazione a cui si trova di fronte: lavoriamo a fianco a fianco della tua impresa – in particolare con il reparto R&D – per realizzare il miglior prodotto sulla base delle tue esigenze, rispettando il tuo core business e assicurandoti la massima personalizzazione.

 

Expertise su diversi processori

 

Il team di Eurek è da sempre attento e preparato per la progettazione di circuiti con diversi tipi di processori: la scelta del marchio migliore si basa essenzialmente sulle caratteristiche del prodotto che desideri ottenere. Inoltre, realizziamo progetti di schede e software di supporto per PC, prestando particolare attenzione all’utilizzo delle architetture Linux.

Il cuore dei nostri progetti è sempre il fruitore finale. Per Eurek è fondamentale che il consumatore possa trarre beneficio dalle funzioni innovative del prodotto: anche quando si tratta di un sistema complesso, il team cerca di renderlo semplice e agevole. Ciò deriva dal focus sulla User Experience, che garantisce una soddisfazione maggiore nella persona che utilizzerà il prodotto. Un esempio fra tutti? Le interfacce grafiche touchscreen progettate per un’azienda leader nel lavaggio industriale a secco.

E dopo la progettazione?

 

Il reparto progettazione di Eurek opera in questo modo: presentiamo e sviluppiamo il progetto. Una volta finito, ti viene consegnata tutta la documentazione e i file necessari in modo che tu possa in qualsiasi momento essere libero di produrlo dove meglio credi.

Poi entra in campo il nostro reparto di produzione elettronica, che ti farà un’offerta mirata alla sola produzione e se la riterrai valida potrai confrontarti con un unico team e non dovrai occuparti di trasferire le informazioni altrove, minimizzando il rischio di incomprensioni e problematiche aggiunte.

La sinergia tra reparto progettazione e produzione ci permette di divenire il tuo partner a tutto tondo. Sulla base del progetto delineato in precedenza, ci occuperemo dell’assemblaggio della scheda elettronica, che avverrà per mezzo di macchine tecnologicamente avanzate, e poi del collaudo finale. In questo modo, sarai quindi certo che la scheda elettronica funzioni perfettamente e possa essere inserita nei prodotti che immetti sul mercato.

 

In conclusione…

 

La progettazione elettronica industriale è una fase essenziale per la realizzazione di un prodotto di qualità. Per effettuarla nel modo migliore è però necessario affidarsi a un partner competente e attento ai dettagli, che comprenda le tue esigenze e quelle dell’utente finale. Un plus non indifferente è anche la sinergia con il reparto produzione, che ti permette di partire dal progetto per arrivare alla realizzazione finale del prodotto.

Hai voglia di metterci alla prova? Contattaci e raccontaci il risultato che desideri ottenere davanti a un buon caffè. Studieremo insieme in che modo possiamo collaborare per raggiungerlo.

#3 Il deposito dello stagno

 

Quando il prototipo del circuito stampato si presenta in perfette condizioni, entra in gioco la macchina serigrafica, un’attrezzatura predisposta al deposito dello stagno in vista della saldatura. Il circuito stampato “nudo” è infatti caratterizzato da diversi, piccoli pezzi in oro, argento o nel materiale prescelto per la finitura: per mezzo di lamine, ossia fogli di alluminio molto sottili, la macchine serigrafica imprime lo stagno su questi pezzi. È proprio nei punti in cui è presente questo metallo che, successivamente, la macchina Pick&Place posizionerà i componenti della scheda elettronica.

 

#4 Il posizionamento dei componenti

 

Per dare vita alla scheda elettronica, è fondamentale che i vari componenti SMT vengano posizionati nel punto giusto sul circuito stampato ancora nudo, in vista della saldatura. A supportarci in questo passaggio c’è proprio la macchina Pick&Place, che, letteralmente, “prende e posiziona il componente”. Come funziona quest’attrezzatura? La macchina Pick&Place si compone di bobine contenenti i diversi componenti della scheda elettronica; la Pick&Place, quindi, prende il componente dalla bobina, riesce a riconoscere il punto esatto in cui va inserito e lo appoggia.  

Al termine di questa fase, quindi, si ottiene un circuito stampato su cui sono posizionati i diversi componenti. Ma come fare in modo che tutti questi pezzi diventino un tutt’uno? Ecco che, finalmente, si arriva alla fase di saldatura.

#5 La saldatura

 

Esistono principalmente 2 macchine che permettono di effettuare la saldatura dei componenti sul circuito stampato:

– Forni vapour-phase. È la tecnologia più evoluta: funziona per mezzo di un liquido (GALDEN) che può raggiungere fino ai 230°C, trasformandosi di fatto in un vapore in grado di saldare la scheda elettronica;

– Forno a infrarossi, che salda per mezzo del principio dell’aria. Questa macchina risulta più ingombrante e presenta costi più elevati rispetto ai forni a vapore.

In entrambi i casi, la saldatura avviene per mezzo di shock termici differenti a seconda dei componenti da saldare.

#6 Cosa accade dopo la saldatura?

 

Dopo aver saldato i componenti SMT, la scheda elettronica viene controllata da una macchina con controllo 3D, chiamata AOI (Automatic Optical Inspection): tramite un programma dedicato a ogni scheda, questa macchina ne verifica la presenza, la polarità, la correttezza e la quantità di stagno utilizzato nei componenti montati.

Terminata anche questa fase, si può procedere con un collaudo funzionale del prodotto: attraverso simulatori tecnici, viene per l’appunto simulato il funzionamento della scheda elettronica, esattamente come si trovasse già integrata al prodotto della tua azienda. Così facendo, è possibile individuare eventuali falle e correggerle prima dell’imballaggio e della consegna del prodotto.

Talvolta, può essere utilizzata anche una macchina a raggi X, che effettua una “radiografia” della scheda elettronica per visualizzare le caratteristiche dei componenti. Sarà poi il professionista a segnalare eventuali problematiche e a decidere in che modo proseguire.  

 

In conclusione…

 

Il montaggio delle schede elettroniche è una fase molto delicata del processo di creazione di un nuovo prodotto per la tua azienda. Sono molteplici, infatti, le variabili che entrano in gioco per il successo dell’operazione, a partire dalla scelta dei componenti SMT o PTH e terminando con l’utilizzo di una tecnologia vapour-phase o di un forno a infrarossi.

Desideri parlare con Gabriele per dare vita a una scheda elettronica per la tua azienda? Mettiti in contatto con lui: sarà lieto di rispondere a tutte le tue domande e di svolgere uno studio di fattibilità del tuo progetto.

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Montaggio schede elettroniche: tutto ciò che devi sapere dalla A alla Z

Montaggio schede elettroniche: tutto ciò che devi sapere dalla A alla Z

Grazie alla fase di montaggio, puoi passare dalla teoria – il progetto su carta – alla pratica, ossia alla scheda elettronica pronta per essere integrata al prodotto che la tua azienda offre. Proprio perché è uno step delicato e importante, molto spesso le imprese si affidano ai professionisti che progettano e producono hardware quotidianamente, evitando quindi di perdere tempo e denaro a causa di errori e anomalie.

Ma come lavorano queste aziende? Cosa fanno, nel concreto, in fase di montaggio delle schede elettroniche? Ce lo racconta Gabriele, uno dei pilastri del reparto di produzione di Eurek.

#1 Lo studio di fattibilità

 

La prima fase di produzione della scheda elettronica ha come punto focale il confronto diretto con l’azienda che produce hardware: in questo step, presenterai ai professionisti il tuo progetto e loro ti porranno una serie di domande per cercare di entrare nella tua routine quotidiana. Tutto ciò sarà importante per comprendere la tua esigenza e, soprattutto, quale obiettivo vuoi raggiungere.

A questa fase di contatto segue lo studio di fattibilità dell’intero progetto, che viene analizzato in dettaglio per individuare eventuali criticità e risolverle tempestivamente: infatti, dare vita a una scheda elettronica partendo da un progetto approssimativo rischia di comprometterne il risultato definitivo. Una volta ultimato il progetto con le modifiche richieste, si passa finalmente alle operazioni più pratiche, che prendono il via con la scelta dei componenti.   

#1 La scelta dei componenti

 

La prima domanda da porsi in fase di montaggio è: quali componenti devo  utilizzare per il prodotto che desidero ottenere? È importante distinguere, infatti, tra componenti SMT (Surface Mount Technology) e PTH (Pin Through Hole). Nel primo caso, ci riferiamo a una tecnologia più evoluta, grazie a cui l’assemblaggio avviene in modo automatico, perché i componenti sono privi di un foro passante. Al contrario, i componenti PTH devono essere saldati manualmente.

Scegliere l’una o l’altra tecnologia non è certamente facile e dipende soprattutto dalle caratteristiche della scheda elettronica che si vuole ottenere. In molteplici casi, la scheda elettronica viene montata con componenti SMT, in modo più rapido e preciso. La scelta dei componenti PTH viene fatta perché non si trova l’equivalente componente SMT (il progetto su cui si vuole realizzare la scheda è abbastanza datato), per scelte economiche o tecniche del progettista. Vi sono poi circostanze in cui è necessario combinare il montaggio di componenti SMT con quelli PTH.

#2 La finitura migliore

 

Dopo aver definito i componenti, si passa alla fase di prototipazione: prima della produzione in serie, viene realizzato un prototipo – ossia un campione – del circuito stampato. Questo passaggio permette di individuare preventivamente eventuali lacune e anomalie, in un’ottica di ottimizzazione del prodotto prima della sua effettiva realizzazione. È in questa fase che viene anche stabilita la finitura migliore per la scheda elettronica, che può essere in diversi materiali. La scelta della tipologia di finitura viene fatta in base alla componentistica che viene montata sulla scheda: nei casi in cui ci siano componenti tecnologicamente avanzati (per esempio, BGA), è preferibile utilizzare la finitura oro, in quanto ha un grado di precisione e affidabilità maggiore rispetto alle altre finiture. Quando il budget dell’azienda è più contenuto e non è necessaria una resistenza elevata, si opta invece per l’argento o altri materiali.

#3 Il deposito dello stagno

 

Quando il prototipo del circuito stampato si presenta in perfette condizioni, entra in gioco la macchina serigrafica, un’attrezzatura predisposta al deposito dello stagno in vista della saldatura. Il circuito stampato “nudo” è infatti caratterizzato da diversi, piccoli pezzi in oro, argento o nel materiale prescelto per la finitura: per mezzo di lamine, ossia fogli di alluminio molto sottili, la macchine serigrafica imprime lo stagno su questi pezzi. È proprio nei punti in cui è presente questo metallo che, successivamente, la macchina Pick&Place posizionerà i componenti della scheda elettronica.

 

#4 Il posizionamento dei componenti

 

Per dare vita alla scheda elettronica, è fondamentale che i vari componenti SMT vengano posizionati nel punto giusto sul circuito stampato ancora nudo, in vista della saldatura. A supportarci in questo passaggio c’è proprio la macchina Pick&Place, che, letteralmente, “prende e posiziona il componente”. Come funziona quest’attrezzatura? La macchina Pick&Place si compone di bobine contenenti i diversi componenti della scheda elettronica; la Pick&Place, quindi, prende il componente dalla bobina, riesce a riconoscere il punto esatto in cui va inserito e lo appoggia.  

Al termine di questa fase, quindi, si ottiene un circuito stampato su cui sono posizionati i diversi componenti. Ma come fare in modo che tutti questi pezzi diventino un tutt’uno? Ecco che, finalmente, si arriva alla fase di saldatura.

#5 La saldatura

 

Esistono principalmente 2 macchine che permettono di effettuare la saldatura dei componenti sul circuito stampato:

– Forni vapour-phase. È la tecnologia più evoluta: funziona per mezzo di un liquido (GALDEN) che può raggiungere fino ai 230°C, trasformandosi di fatto in un vapore in grado di saldare la scheda elettronica;

– Forno a infrarossi, che salda per mezzo del principio dell’aria. Questa macchina risulta più ingombrante e presenta costi più elevati rispetto ai forni a vapore.

In entrambi i casi, la saldatura avviene per mezzo di shock termici differenti a seconda dei componenti da saldare.

#6 Cosa accade dopo la saldatura?

 

Dopo aver saldato i componenti SMT, la scheda elettronica viene controllata da una macchina con controllo 3D, chiamata AOI (Automatic Optical Inspection): tramite un programma dedicato a ogni scheda, questa macchina ne verifica la presenza, la polarità, la correttezza e la quantità di stagno utilizzato nei componenti montati.

Terminata anche questa fase, si può procedere con un collaudo funzionale del prodotto: attraverso simulatori tecnici, viene per l’appunto simulato il funzionamento della scheda elettronica, esattamente come si trovasse già integrata al prodotto della tua azienda. Così facendo, è possibile individuare eventuali falle e correggerle prima dell’imballaggio e della consegna del prodotto.

Talvolta, può essere utilizzata anche una macchina a raggi X, che effettua una “radiografia” della scheda elettronica per visualizzare le caratteristiche dei componenti. Sarà poi il professionista a segnalare eventuali problematiche e a decidere in che modo proseguire.  

 

In conclusione…

 

Il montaggio delle schede elettroniche è una fase molto delicata del processo di creazione di un nuovo prodotto per la tua azienda. Sono molteplici, infatti, le variabili che entrano in gioco per il successo dell’operazione, a partire dalla scelta dei componenti SMT o PTH e terminando con l’utilizzo di una tecnologia vapour-phase o di un forno a infrarossi.

Desideri parlare con Gabriele per dare vita a una scheda elettronica per la tua azienda? Mettiti in contatto con lui: sarà lieto di rispondere a tutte le tue domande e di svolgere uno studio di fattibilità del tuo progetto.

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Scheda elettronica: cos’è, a cosa serve e come si costruisce?

Scheda elettronica: cos'è, a cosa serve e come si costruisce?

La scheda elettronica è presente in moltissimi oggetti che utilizziamo quotidianamente, eppure spesso non si vede o non ce ne accorgiamo. È grazie a questo elemento che possiamo, per esempio, sorseggiare un ottimo caffè alla macchina automatica dell’ufficio, telefonare ai nostri amici o navigare sul Web con lo smartphone, lavare e igienizzare i nostri capi d’abbigliamento. Insomma, la scheda elettronica è il cuore di molti accessori che rendono migliori le nostre giornate. Ma di cosa si tratta nello specifico e perché è così importante? E, soprattutto, come si costruisce una scheda elettronica? In questo articolo viaggiamo attorno a questo tanto complesso, quanto affascinante mondo.

Cos’è una scheda elettronica?

 

Quando si parla di “scheda elettronica”, ci si riferisce a un componente hardware e software che fa parte di un sistema elettronico. Stiamo parlando, infatti, di un circuito stampato che comunica, grazie agli elementi montati sopra a esso, con tutti i componenti elettrici della macchina, consentendone e migliorandone il funzionamento. La scheda elettronica è di fatto il “cervello” che mette in azione la parte meccanica di una qualsiasi macchina. Viene utilizzata all’interno delle apparecchiature domestiche, come la lavatrice, il computer e il forno, ma anche a livello industriale, per la creazione di macchine da lavoro automatizzate, gruppi di continuità e via dicendo.

Per rendere tutto più chiaro, facciamo un esempio tratto dalla quotidianità di tutti noi: la caldaia. Per funzionare e garantirci il riscaldamento, questa macchina è dotata di una scheda elettronica collegata a ogni sua parte; è a partire da questo elemento che si aziona la candeletta, si avvia la pompa, vengono controllati i fumi e la pressione. Senza la scheda elettronica, la caldaia sarebbe solo un pezzo di acciaio che, al massimo, potrebbe fungere da ornamento e niente più.

 

Come si costruisce una scheda elettronica?

 

La complessità nella costruzione di una scheda elettronica dipende anche dal tipo di macchina su cui andrà integrata. Proprio perché deve garantire un funzionamento ottimale e un’elevata durata nel tempo, è sempre consigliabile affidarsi a professionisti del settore, che assemblano quotidianamente le schede elettroniche. Nel montaggio del “cervello” della macchina, queste figure procedono step by step. Ecco, quindi, le fasi principali della produzione di una scheda elettronica.

 

La fase preliminare

 

Per evitare sprechi di tempo e di denaro, è necessario avere le idee chiare sull’assemblaggio fin dal principio: è per questo che, durante un primo step preliminare, viene definita la tipologia di montaggio della scheda elettronica.

Si decide quindi se montare componenti SMT (Surface Mount Technology) o PTH (Pin Through Hole). Nel primo caso, si utilizza una tecnologia più evoluta, che permette di assemblare i vari componenti sul circuito stampato in modo automatico, in quanto non sono presenti fori sulla superficie del circuito stampato. Nel caso dei componenti PTH, invece, il montaggio avviene manualmente, con conseguenti incrementi di tempo di produzione e rischi di errore umano. Ci sono diverse situazioni in cui le schede elettroniche vengono montate sia con componenti SMT, sia con componenti PTH: il metodo classico si rivela infatti utile in presenza di componenti particolari o di notevoli dimensioni, tali da richiedere l’attività dell’uomo.

Montaggio componenti SMT

Montaggio componenti PTH

Prototipazione

 

Soprattutto se si lavora a livello industriale, è impensabile iniziare a produrre in serie le schede elettroniche. Nel caso in cui si manifestassero malfunzionamenti o difetti, infatti, bisognerebbe riprodurle nuovamente, rallentando i tempi e aumentando i costi. È per questo che la fase di prototipazione è essenziale: in questo step viene realizzata la campionatura della scheda elettronica, che verrà poi analizzata nel dettaglio. Verranno quindi verificati gli schemi elettrici, la funzionalità, le dimensioni del prodotto. Inoltre, è fondamentale scegliere la finitura migliore: generalmente, è oro per i circuiti più complessi, che richiedono la massima saldabilità; in alternativa, per risparmiare sui costi è possibile optare per l’argento o altri materiali. Spetterà poi al professionista consigliarti riguardo la finitura che più si addice al risultato che vuoi ottenere.

Montaggio

 

Il punto di partenza del montaggio è sempre il circuito stampato, quel pezzo generalmente di colore verde (ma può essere anche bianco, rosso o nero) su cui verranno applicati i diversi componenti. Nel caso di componenti SMT, il circuito stampato viene immesso nella macchina serigrafica, che, grazie a una lamina sottilissima, deposita lo stagno nei punti in cui dovranno essere inseriti i componenti.

La fase successiva è caratterizzata dalla macchina Pick&Place, il cui scopo è quello di posizionare i diversi componenti nel punto giusto del circuito. Esistono quindi diverse bobine su cui si trovano i pezzi da assemblare alla scheda elettronica: grazie a una serie di dati preimpostati, la macchina è in grado di riconoscere dove posizionare il componente e lo appoggia di conseguenza al punto giusto.

Dopo l’utilizzo della Pick&Place, è il momento della saldatura: senza questo step, i componenti presenti sul circuito stampato potrebbero levarsi facilmente. La saldatura può essere effettuata per mezzo di una macchina vapour-face, una tecnologia più recente, o un forno a infrarossi, più tradizionale. Al termine di questa fase, il prodotto passa al reparto PTH, nel caso in cui necessitasse di componenti che non si possono assemblare in modo automatico, o può ritenersi pronto per  un collaudo funzionale volto a testarne preventivamente l’efficacia.

Collaudo

 

Grazie ad attrezzatura di collaudo o a simulatori, viene per l’appunto simulato il funzionamento della scheda, proprio come se si trovasse inserita nell’elettrodomestico o nella macchina definitiva. In questo modo è possibile individuare tempestivamente eventuali problematiche e agire per risolverle.

In alcuni casi può rivelarsi utile anche utilizzare una macchina a raggi X, che effettua una radiografia del prodotto, mostrandone le diverse parti e gli strati di cui si compone. Proprio come in ambito medico è il radiologo a valutare la situazione del paziente, anche in questo caso sarà compito del professionista stabilire se è tutto a posto o se la scheda necessita di modifiche.

In conclusione…

 

La scheda elettronica è un componente essenziale per tutte quelle macchine che fanno della tecnologia e dell’innovazione il loro punto di forza. Non solo elettrodomestici di uso quotidiano, ma anche aziende che producono macchine industriali: sono tantissimi i contesti in cui una scheda elettronica può rendere funzionante, funzionale e performante un prodotto. Un esempio? Le interfacce design che Eurek ha realizzato per un’impresa leader del lavaggio a secco, che hanno permesso di ottimizzare la User Experience e di aumentare quindi il grado di soddisfazione del cliente.

Stai cercando un partner affidabile e competente per dare vita al tuo progetto? Eurek è qui per te: ti guideremo alla progettazione e realizzazione della scheda elettronica per i tuoi prodotti. Contattaci: potrai raccontarci la tua idea davanti a un buon caffè; il nostro team metterà in campo tutta la sua expertise per renderla realtà.

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LORENZO CORTI

Lorenzo Corti

Ciao Lorenzo,
da quando sei in Eurek la tua crescita è stata notevole. Hai messo le tue competenze a disposizione dell’Azienda e hai cercato di assimilare dai tuoi colleghi tutto il Know How in loro possesso.

Qual è il tuo Background? Perché hai visto in Eurek il terreno fertile per la tua crescita professionale?

L: Prima di approdare in Eurek ho avuto altre esprerienze lavorative, principalmente come sviluppatore firmware ma per qualche periodo anche come trasfertista PLC e collaudatore inverter per il reparto corse Ferrari. Fin dal primo colloquio ho percepito la stessa visione all’approccio lavorativo, ossia la condivisione delle conoscenze. Questo non è banale, perché molto spesso nelle aziende si crea una forte competizione tra le parti per cui chi ha le competenze tende a trattenerle per se e a non condividerle. Questo è limitante e limita la crescita individuale. Lo sviluppo ed il progresso si hanno solo quando le conoscenze sono a disposizione di tutti ed ognuno ha la possibilità di dare il proprio personale contributo. Inoltre in Eurek ho trovato la stessa visione lavoro visto non come dovere ma come passione e gioco, cioè la voglia di creare e sviluppare nuove idee come un bambino assembla e scompone i lego.

In cosa sei specializzato e cosa ti piacerebbe approfondire nel futuro?

L: Sono specializzato principalmente nello sviluppo di firmware per microcontrollori, e da qualche tempo affianco il mio collega Alberto nello sviluppo delle Interfacce Grafice. Ritengo che il prossimo futuro sia indirizzato verso l’intelligenza artificiale, questo è un aspetto che ritengo importante approfondire e credo possa rappresentare un valore aggiunto per l’azienda.

Parlaci del tuo più grande successo raggiunto qui in Eurek.

L: Prima ancora dei successi professionali mi viene da pensare ai successi che mi hanno fatto crescere come persona. In particolare mi riferisco al rapporto di stima, rispetto reciproco e condivisione che si è creato con i clienti. Questo è il più grande successo che mi fa misurare la qualità di ciò che faccio. Se penso invece ad un successo raggiunto in ambito lavorativo mi viene in mente il progetto MyClean: si tratta di un sistema automatizzato per sanitizare ambienti sterili, come per esempio le clean room dove vengono realizzati i farmaci. Questo progetto non è stato per niente banale visto il campo di impiego e le vari tecnologie impiegate: una tra tutte la lettura dei bracciali RFID per identificare gli operatori (cosa altrimenti impossibile dovendo indossare le tute anti contaminazione), e la parte web per il remote control. Progetto che per altro ha avuto diversi riconoscimenti anche in campo europeo.

Quale ritieni che sia il valore aggiunto nella programmazione Software che offriamo ai nostri clienti?


L: Il fatto che lavoriamo per i clienti dei nostri clienti. Le nostre interfacce vanno infatti in tal senso, vengono implementate pensando all’utilizzatore finale ancor prima di chi ce le commissiona. Questo è senza dubbio il vero valore aggiunto.

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